Paradigmi cognitivi

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Paradigmi cognitivi

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INTRODUZIONE

Ogni individuo è caratterizzato da un certo tipo di architettura mentale, che lo rende unico nel suo modo di pensare, ragionare ed agire. Ogni essere umano, dunque, ha dei suoi personali paradigmi cognitivi che lo contraddistinguono e che ci dicono molto del suo modo di interagire con gli altri e con sé stesso. Quando riuscite a decodificare e profilare la struttura di pensiero del vostro interlocutore, è molto più veloce poter creare connessione con lui e poter gestire al meglio l’esito dell’interazione.

STRUTTURE E ARCHITETTURE MENTALI

Facciamo un passo alla volta. Architetture mentali? Strutture di pensiero? Paradigmi cognitivi? Con tutti questi termini, ci riferiamo al complesso di strategie che il nostro cervello utilizza (a volte in modo funzionale, a volte in modo disfunzionale) e che determinano la nostra realtà.

Immaginatevi di voler costruire una casa. Prima di passare all’atto pratico di costruirla fisicamente, qual è lo step precedente senza il quale non è possibile proseguire? Il progetto, l’architettura, la planimetria: strutture che fungeranno da impalcatura immaginaria, ideando così un perimetro da rispettare. E così funziona anche il cervello umano: negli anni sviluppa delle architetture mentali, note anche con il nome di paradigmi cognitivi, che determinano il modo di pensare e, di conseguenza, anche il modo di comportarsi. Il lato positivo è che senza la struttura, la casa non reggerebbe; il lato meno positivo, invece, è che la struttura è in sé anche un limite che a volte può sembrare impossibile da superare.

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Più tecnicamente, in HCE, i paradigmi cognitivi rientrano nel modello di intelligenza strategica, di preciso nell’aspetto Framework. In altre parole, si tratta infatti della strategia inconscia che continuiamo ad utilizzare per fare esperienza della realtà. A tutti gli effetti, questa strategia cognitiva determina la realtà di chi la utilizza.

Ecco un esempio pratico di come un paradigma cognitivo può concretizzarsi nella realtà, quotidianamente. Un caso tipico di paradigma cognitivo disfunzionale è rappresentato dalle cosiddette “weak opinions” (che in altri contesti, vengono denominate anche convinzioni limitanti). Pensate per un momento di assistere a questa scena: un vostro collega, Matteo, arriva a lavoro al mattino portando per tutto il team dei favolosi pasticcini in regalo, senza dare troppe spiegazioni. A questo punto, è inevitabile che vi facciate un’idea del vostro collega, e questa idea dipenderà molto dal vostro paradigma mentale e dalle vostre opinioni pregresse nei suoi confronti. Immaginate di essere convinti che Matteo sia uno di quelli che tende a fare le cose sempre e solo per ottenere un tornaconto personale. Di fronte a questo suo comportamento, cos’altro potreste pensare, se non che abbia organizzato questo regalo solo per ottenere qualcosa in cambio? Al contrario, se invece le opinioni che avete nei suoi confronti sono diverse e pensate invece che sia una persona davvero generosa, beh, allora tenderete ad apprezzare il regalo, confermando la vostra opinione pregressa. Eppure, l’unico dato certo che avete a disposizione è che Matteo ha portato dei pasticcini, nient’altro. Ma i vostri cervelli a fronte di questo dato iniziano a rielaborare le informazioni utilizzando i vostri paradigmi mentali. Il risultato? Un solo comportamento, ma ben due realtà completamente diverse.

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Questo è solo un esempio di come funzionano i paradigmi cognitivi, e ce ne sono molti altri: potenzialmente, ogni singola vostra decisione potrebbe essere influenzata dal tipo di architettura mentale che avete.

Per esempio, una delle caratteristiche del funzionamento del vostro cervello riguarda i vostri criteri di scelta, ovvero quali strategie linguistico-cognitivo comportamentali utilizzate – anche in questo caso, spesso inconsapevolmente – per prendere una decisione. Avete presente quando dovete decidere dove andare in vacanza? Spesso ci si ritrova a dover decidere insieme ad altre persone: vi è mai capitato di conoscere persone che da anni ed anni continuano a visitare sempre i soliti posti? Oppure persone che, al contrario, vogliono sperimentare cose diverse e amano le novità? La differenza tra questi due gruppi di persone riguarda il criterio di scelta, che per alcuni è il criterio di somiglianza e per altri è il criterio di differenza. Questione di paradigmi cognitivi.

Esistono molte altre tipologie di paradigmi cognitivi: alcuni utili, alcuni decisamente meno utili. Come sempre, la conoscenza rende liberi: più ne conoscete, più siete liberi di controllarli a vostro vantaggio.

CONCLUSIONI

Ognuno è unico nei suoi ragionamenti e nei suoi comportamenti e uno dei motivi principali di questa caratteristica degli esseri umani risiede esattamente nel tipo di paradigmi mentali che utilizziamo per fare esperienza della realtà. Quando conoscete le vostre strategie mentali, potete migliorare le vostre performance – di ogni tipo, in ogni contesto – esponenzialmente. Quando riuscite a decodificare e profilare le strategie mentali del vostro interlocutore, potete gestire l’interazione al meglio delle vostre possibilità.

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